Autore: Rosina Salerno, economista. Studi Università Lateranense e  Johns Hopkins University,PhD.

Gia’ funzionario Nazioni Unite e Organizzazione Mondiale della Sanita’. Oggi  collabortore associato del Global Health International Advisors Group, Washington,DC e Centro interuniversitario per lo sviluppo sostenibile, Roma.

 

 

PREVENZIONE INCIDENTI DOMESTICI

 Secondo una definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per infortunio si intende: «l’evento improvviso determinato da causa esterna involontaria – anche se alla stessa contribuiscono come concausa le condizioni psicofisiche del soggetto interessato – che causino danno per la salute dello stesso, definito a sua volta come infortunato». L’ infortunio domestico si riferisce all’evento con le caratteristiche sopra descritte occorso nell’ambito della residenza abitativa e in una interpretazione recente anche nelle relative pertinenze quali scale esterne, giardini, cantine, garage, terrazzi.

Gli incidenti domestici rappresentano un problema di Sanità Pubblica di grande rilevanza.Sono causa di morbosità e di mortalità nella maggior parte dei Paesi industrializzati, gli incidenti domestici non risparmiano nessuna fascia d’età e sono tra le principali cause causa di morte per i bambini. Da non sottovalutare, poi, l’impatto psicologico che questo tipo di infortuni ha sulla popolazione che considera la casa il luogo sicuro per eccellenza.

In Italia, le persone maggiormente esposte sono, le casalinghe, i bambini (con età non superiore ai 14 anni) e gli anziani (con età superiore ai 65 anni). Tra gli anziani, la maggior parte degli infortuni si verifica durante i lavori domestici (47,5% ) questo dato è, per la maggior parte, costituito ad infortuni occorsi alle donne anziane (53,4% dei casi di infortunio).

Tra gli infortunati, più di una persona su due (54,8%) è vittima di una caduta, il 20,2% si è invece ferito mentre sono di poco superiori al 13% i casi di urto o schiacciamento e di ustione; residuali gli incidenti causati da altro tipo di dinamica. Le cadute e le ustioni riguardano soprattutto le donne: 58,9% rispetto a 45,4% degli uomini per le cadute e 16,3% contro 6,4% per le ustioni. Il contrario accade nei casi di incidenti domestici che provocano ferite: 27,6% per gli uomini contro 16,9% per le donne. Nel 76,9% dei casi le cadute vedono coinvolte persone over 64 (81% se donne ultra settantacinquenni). I casi di urto o schiacciamento sono più frequenti tra i bambini e i ragazzi tra i 6 e i 17 anni (25,3% tra 6 e 13 anni e 35,1% tra 14 e 17 anni), mentre le vittime di ustione sono più spesso donne delle classi di età media (21,2%).1

Anche se con qualche differenza, possono essere considerati incidenti anche le conseguenze di lesioni dovute a fonti di esposizione presenti in ambito domestico, cui è spesso collegato al concetto di malattia (o disturbo) poiché una malattia può essere vista come causata dall’esposizione a uno o più agenti per un periodo breve (esposizione acuta) o lungo (esposizione cronica) di tempo. Gli agenti di esposizione cronica di solito non sono direttamente dannosi, ma hanno effetto piuttosto dopo un periodo di esposizione relativamente costante ed esteso, mentre le esposizioni acute sono quasi istantaneamente dannose. L’intensità, la nocività e il periodo di azione sono importanti per lo sviluppo della lesione, che spesso può essere una questione di una combinazione degli effetti di diversi agenti diversi.

Esempi di fonti di esposizione sono:

 

  • Esposizioni chimiche (solventi, detergenti, agenti sgrassanti, detersivi)

 

  • Esposizioni fisiche (rumore, radiazioni, calore, freddo, illuminazione inadeguata, mancanza di ossigeno, ecc.)

 

  • Esposizioni fisiologiche (cattive posture o comportamenti ripetitivi )

 

  • Esposizioni biologiche (virus, batteri, muffe negli alimenti.)

 

  • Esposizioni psicologiche (tensioni familiari, alcol, violenza.).

 

A questo tipo di rischi da esposizione le risposte sono complesse eon puo’ bastare un’analisi visiva per identificare I fattori di rischio. Si dovrebbero includere in caso I dubbio: una valutazione della ventilazione degli ambienti, misurazione dell’umidita’, analisi delle muffe e alte misurazioni per evidenziare ad esempio la presenza di gas o di eccessiva quantita’ di onde elettromagnetiche

L’analisi degli incidenti domestici mostra che molti di loro sono prevedibili con fattori di rischio facilmente identificabili per determinati gruppi o individui. La prevenzione degli infortuni e’ quindi possibile includendo in questa,  qualsiasi attività che studia le cause degli incidenti, fa previsioni sulla loro frequenza e mette atto un intervento pratico e misure correttive.

Le misure preventive vanno modellate alle esigenze dei soggetti e sono spesso classificate in tre livelli: prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Classificare le azioni a questi livelli ci aiuta a concentrare gli sforzi sui principali problemi.

La prevenzione primaria mira a limitare l’incidenza di rischio nella popolazione in generale. Lo fa eliminando o riducendo i fattori di rischio, scoraggiando atteggiamenti che riducono la buona salute, promuovendo fattori che sono protettivi per la salute.

La prevenzione secondaria mira a prevenire rischi ambientali per soggetti vulnerabili perche’ affetti da patologie o di eta’ avanzata. La prevenzione secondaria si rivolge a persone che sono particolarmente esposte a noti fattori di rischio per una particolare condizione. (nel caso degli infortuni domestici di tratta per esempio di anziani o malati neurologici che hanno bisogno di elementi aggiuntivi di prevenzione per evitare I rischi). La presenza di tappeti in casa non e’ in genere per esempio fattore di rischio ma lo diviene dove vivono anziani o malati di Parkinson.

La prevenzione terziaria infine mira a ridurre le conseguenze della malattia accertata. Lo fa riducendo sostanzialmente I fattori di rischio e migliorando la qualità della vita dell’individuo. La prevenzione terziaria si rivolge a quegli individui con malattie e gravi disabilità.. Si pensi ai fattori di rischio per l’ambiente domestico del non vedente, per cui una qualsiasi ostruzione alla deambulazione puo’ diventare fattore di rischio.

Non esiste un concetto assoluto di abitazione sicura: la sicurezza assoluta è difficilmente raggiungibile (così come il rischio zero), è però possibile tendere sicurezza adeguata, valutano I fattori di rischio in funzione dei soggetti che utilizzano l’abitazione, in particolare bambini, anziani, persone diversamente abili. L’applicazione delle norme di sicurezza rende più difficile il verificarsi di eventi dannosi ed incidenti e quindi migliora la qualità della vita.

L’analisi degli eventi passati evidenzia comunque che maggior elemento di rischio negli incidenti domestici e’ riconducibile  al fattore umano e in questo caso, influiscono lo stile di vita e direttamente anche fattori come il consumo eccessivo di alcol, che può portare ad un aumento dell’assunzione di rischi; la familiarità con le armi che rimanendo incustodite attirano l’attenzione dei bambini; o il fumo, che può aumentare gli incendi. Un approccio olistico al tema è quindi essenziale. Non sorprende che l’azione per migliorare lo stile di vita possa prevenire gli incidenti e vi sono collegamenti tra la prevenzione degli infortuni e la partecipazione comunitaria alla riduzione del rischio.

 

 

 

 

1https: idati sono al2017 secondo fonti ISTAT//www.istat.it/it/archivio/183893